CREACTIVITAS

25 Settembre 2014

Creactivitas e Altofest: diario di un viaggio 2

Sogni e ricordi per la seconda giornata di Creactivitas nel centro di Napoli e nei luoghi del Festival

Operappartamento: performance

La seconda giornata di Creactivitas a Altofest è cominciata con la tradizione e la storia del teatro napoletano.  Siamo andati nella Basilica di S. Giovanni Maggiore, in uno dei centri universitari della città, fra i luoghi più frequentati, per vedere la mostra su Eduardo De Filippo, scomparso trent’anni fa. Camminando lungo il percorso fatto di fotografie, bauli e vecchi oggetti di scena non si può fare a meno di emozionarsi e di sentirsi più vicini al grande drammaturgo e maestro di teatro. Si va così dagli occhiali di scena di Natale in casa Cupiello al baule di Sik Sik, passando per le foto di famiglia e tante altri ricordi che non sono soltanto quelli di un grande artista, ma in un certo senso sono anche i nostri. Dai vicoli nelle vicinanze della storica via Mezzocannone, famosa perché brulicante di studenti universitari e “edifici del sapere”, il nostro viaggio prosegue nuovamente verso il rione Sanità, che non possiamo non associare a un altro grande artista, Totò, che nella confusione di queste strade vi nacque. E così siamo salite sempre di più, fino ad arrivare in una cava di tufo dove avrebbe avuto luogo uno degli eventi più mistici di Altofest. Una performance di Edan Gorlicki coreografo dello spettacolo Body Language. Uno studio sul movimento del corpo, “un lavoro che si concentra sull’intimità che alberga nei corpi, sulla psicologia e sulle emozioni”. La location è molto suggestiva, un’autorimessa all’interno di una cava di tufo. Dal fondo della caverna, in maniera impercettibile, si odono voci; tra la gente si muove lentamente una mano, quella dell’interprete. Gli altoparlanti farfugliano parole incomprensibili, ma la mano prosegue nel suo movimento continuo e nervoso. Tutto il corpo si immerge in oscillazioni costanti e pazienti, infiniti movimenti ne compongono uno solo. La performance termina dopo una quarantina di minuti, ma il corpo sembra non volersi fermare più, si spegne soltanto quando cala il buio e cessa la musica. Non si può fare a meno di pensare alle origini dell’uomo. Continua a leggere →

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24 Settembre 2014

Creactivitas e Alto fest: diario di un viaggio

Prime tappe del Festival per le “creactive” in un viaggio di colori, azioni,
suoni e profumi


Via lattea ( Claudia Fabris)

Quello di oggi è stato il primo giorno per Creactivitas nei luoghi di Altofest, il Festival di Arti Performative che riscrive gli spazi negli ambienti privati della cittadinanza. Noi del laboratorio aveva iniziato questo racconto spiegando un po’ quello che è il Festival, nato nel 2011  e giunto alla quarta edizione. Come si è detto rewriting spaces è il tema di questa edizione e la sensazione che si prova durante il percorso fatto di arte, cultura e storia per le vie del centro di Napoli, è quello di ridisegnare lo spazio insieme agli stessi artisti.

La prima tappa di questo martedì 23 settembre non comune è stata la Pizzeria Oliva in via Arena alla Sanità, in uno dei quartieri storici del centro, dove si è svolta la performance di Luca Errico e Alessandro Pezzella, “La bottega degli

Errori”. Il primo ha declamato i propri versi con l’accompagnamento della chitarra elettrica del secondo. Un riff che spesso si lascia andare in assoli piuttosto rock; le parole risuonano nell’ambiente attraverso un microfono con effetto megafono e raccontano una realtà in cui spesso ci si sente soli. “Un suo piccolo passo non conta nulla per l’umanità” – “I ricchi fingono di essere poveri per evadere le tasse, i poveri fingono di essere ricchi per evadere dalla realtà”; questi alcuni dei versi dei tanti brani presentati, definiti dal poeta stesso “canzoni non cantate” o “cantate non canzoni”. Un’ora di poesia in musica, un’esperienza accompagnata dal profumo della buona pizza napoletana offerta agli astanti.

Un luogo accogliente e familiare, dunque, uno di quei posti in cui ti senti a casa, in cui si percepisce il senso della famiglia, e dell’accoglienza, come solo a Napoli può accadere. E proprio in un luogo che esprime tutto questo, Errico racconta una storia attraverso i suoi versi, che non da il senso dell’unione, della famiglia, ma il contrario. Si tratta di una critica alle convenzioni, allo stato, al nucleo familiare, il tutto condito da un sound rock fortissimo e coinvolgente. Tutto questo va in contrasto con il modellino del tipico presepe napoletano che troneggia alle spalle dei due performer. Continua a leggere →

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18 Agosto 2014

Al via la collaborazione fra Creactivitas e Alto Fest

AFST2014

Creactivitas, da settembre, stringerà una collaborazione con Alto Fest, una realtà napoletana legata alle arti performative, originale e dirompente che da ormai quattro anni si esprime nelle case di Napoli. Si tratta di un Festival che ha capovolto il senso dello spazio teatrale ospitando le sue performance negli spazi domestici e privati dei cittadini napoletani che, volentieri, donano le loro abitazioni all’arte.

Alto Fest è ideato e diretto da TeatrInGestazione ed è un festival internazionale aperto ad artisti e pubblico di tutto il mondo. L’obiettivo di Alto Fest è quello di sensibilizzare la cittadinanza alla rinascita culturale, promuovendo una riattivazione del territorio e un ripensamento dello spazio performativo. Continua a leggere →

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13 Dicembre 2013

“TU COME LO FAI?” – CREATIVITA’, FOOD E CULTURA: ALESSANDRO BORGHESE PER DAVIMEDIA E CREACTIVITAS AD UNISA.

Alessandro Borghese, chef , autore Tv e scrittore di libri di cucina, è un esempio positivo che rappresenta l’arte della cucina in modo creativo e multimediale come pochi riescono a fare. Da poco reduce dalla sua ultima fatica letteraria, Tu come lo fai?, lo chef di origine napoletana e madrelingua inglese, nato a San Francisco, ha portato buon umore e simpatia nella grigia mattinata di lunedì, 2 dicembre, all’Università di Salerno, dove è venuto a presentare il suo libro agli studenti dell’Ateneo e a farsi conoscere meglio!

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L’evento rientra nel ciclo di appuntamenti culturali della rassegna Davimedia ed è stato promosso e organizzato in collaborazione con Creactivitas. Proprio dalla creatività si è partiti con la prima riflessione sul modo di lavorare di Borghese, quando gli si è chiesto di spiegare il processo di studio e preparazione di un piatto. Lo chef, che a questo punto possiamo definire creativo del “food”, ha affermato di disegnare i piatti prima ancora di prepararli, “ho sempre bisogno – dice – di mettere su carta quello che sto creando e se osservi i miei appunti, vedrai che dal primo bozzetto del piatto al risultato finale, vi sono molte modifiche e passaggi, necessari”.

L’atto del cucinare, diventa con questo chef “rock”, un’esperienza che prima di partire dalla cucina, inizia con carta e matita, quindi con un processo di studio e analisi. Il tutto è condito dalla buona musica che, come Alessandro Borghese dice nel suo libro e come ha dichiarato all’incontro con gli studenti, deve sempre accompagnarci nella vita e quindi anche a tavola!

Nel ricettario da lui pubblicato per Mondadori, lo chef suggerisce per ogni pietanza un brano musicale e un vino in particolare come accompagnamento. Mangiare diventa un momento di sense making, un’esperienza a tutti gli effetti completa. Il libro, più che un ricettario, si potrebbe definire una sorta di manuale del “buon vivere”, oltre che della buona cucina.

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19 Settembre 2013

VENEZIA CLASSICI: LA PAROLA AI GIURATI

Creactivitas approda al lido, due membri del laboratorio nella nuova giuria istituita dal Festival. 

Venezia Classici 1

La 70a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è conclusa ormai da un po’ di giorni, portando via con sé sia le polemiche sia gli apprezzamenti per i film presentati e conseguentemente premiati.

C’è stata, tuttavia, una novità in questa edizione: una giuria, composta da 28 laureandi in Storia del Cinema, segnalati dai docenti dei 13 DAMS d’Italia e della veneziana Ca’ Foscari, chiamata ad assegnare un premio per il miglior film restaurato e uno per il miglior documentario sul Cinema; fra i giurati scelti erano presenti anche l’addetta stampa di Creactivitas – Creative Economy Lab, Sara Formisano e la junior researcher, Giovanna Ziello.

Compito degli studenti non è stato quello di giudicare la qualità del restauro, vista la mancanza di competenze specifiche nell’ambito, ma un film ancora oggi attuale e stimolante per il pubblico cinematografico contemporaneo. La scelta è ricaduta, per questo motivo, su “La proprietà non è più un furto” di Elio Petri, restauro digitale ad opera della Cineteca di Bologna, diretta da Gianluca Farinelli, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.
L’assegnazione di questo premio può essere considerata come un chiaro segnale di apprezzamento per il laboratorio di restauro della Cineteca, diretto da Davide Pozzi, che già da svariati anni si occupa brillantemente del restauro di questi gioielli del passato, collaborando anche con altre realtà internazionali come la World Cinema Foundation di Martin Scorsese.
La stessa cineteca dal 23 Settembre 2013 lancia l’attività di distribuzione dei classici restaurati al cinema: capolavori di ogni tempo che torneranno ad essere prime visioni.

Per il documentario il premio è andato a “Double Play: James Benning and Richard Linklater” di Gabe Klinger. L’opera si presenta come una piacevole conversazione tra i due registi, amici di vecchia data, che meditano sul passaggio del tempo e sulle loro esperienze cinematografiche e non.  La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie ad una campagna di crowd-funding su Kickstarter (un’ulteriore dimostrazione del sempre maggiore successo di questa iniziativa negli Stati Uniti).

Al di là dei premi assegnati, l’intera esperienza è risultata pienamente positiva per gli studenti, i quali hanno avuto la possibilità di relazionarsi tra di loro e con gli addetti ai lavori; hanno appurato direttamente la difficoltà di giudicare pellicole del passato e della contemporaneità, in una rosa di titoli così vasta e variegata; hanno potuto visionare film di altre sezioni, tornando ad essere, in quel caso, dei semplici appassionati spettatori.
Insomma speriamo non si tratti di un evento isolato, ma che venga data più spesso la possibilità agli studenti di mettere in pratica le proprie conoscenze, acquisite durante gli studi accademici.

Giovanna Ziello

in collaborazione con

Sara Formisano

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