CREACTIVITAS

4 novembre 2013

RAVELLO LAB: IL NOSTRO RACCONTO

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L’edizione 2013 di Ravello Lab, il forum Europeo promosso da Federculture e dal Centro Europeo per i Beni Culturali con l’obiettivo di fornire proposte e soluzioni alle politiche di sviluppo territoriale centrate sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sul sostegno delle industrie creative, attraverso lo scambio di esperienze tra operatori, amministratori ed esperti italiani ed europei, quest’anno è stata dedicata ad “Innovazione sociale, imprese culturali e partecipazione dei cittadini”.

Per meglio approfondire questi temi, accanto alle due plenarie, quella d’apertura il giovedì pomeriggio e quella di chiusura il sabato mattina, si è deciso come di consueto di suddividere in panel paralleli – quest’anno due – l’andamento dei lavori, in modo tale da produrre, da diverse angolature e punti di vista, le considerazioni relative alla tematica considerata. I due panel di quest’anno sono:

  • Cittadinanza attiva e sviluppo: processi e strumenti per la valorizzazione culturale di città e territori che, partendo dalla Convenzione di Faro, si propone di esaminare le varie esperienze di Partenariato Pubblico Privato visto come nuova modalità di sviluppo territoriale a base culturale, a partire dall’opportunità di inquadrarlo nell’ambito di una progettualità integrata tra diversi livelli istituzionali che favorisca la partecipazione attiva dei cittadini;
  • Business Incubation process to support the development of cultural and creative industries (Processi di incubazione aziendale per supportare lo sviluppo delle industrie culturali e creative) che si propone di mettere a confronto, sui temi dell’incubazione e dell’accelerazione delle industrie culturali e creative, differenti realtà ed esperienze europee allo scopo di elaborare soluzioni e proposte che siano in grado di migliorare e rendere più efficaci ed efficienti i modelli di gestione, i processi di erogazione di servizi degli incubatori a sostegno della crescita complessiva e dello sviluppo competitivo dei territori. Continua a leggere →

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22 aprile 2013

SECONDO CREATIVE XOVER: LA DIPLOMAZIA CULTURALE OLANDESE PER LE INDUSTRIE CULTURALI E CREATIVE.

Riprende l’iniziativa di Creactivitas Creative Xover , finalizzata allo scambio culturale con altre realtà europee che si occupano di industrie creative. Il secondo appuntamento si è svolto martedì 16 Aprile nell’aula 9 della facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Salerno, in compagnia di Bas Ernst, addetto agli affari culturali all’ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma.

L’incontro si è articolato secondo tre fasi: la prima in cui è stato presentato il progetto del laboratorio Creactivitas, mostrando all’ospite tutte le attività svolte dal team di studenti dal 2011 ad oggi; la seconda in cui Bas Ernst ha illustrato le attività che l’Olanda promuove per le industrie culturali e creative; la terza che ha visto uno scambio di opinioni tra l’ospite e gli studenti che hanno preso parte all’incontro.

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Bas Ernst ha iniziato col presentare il contesto olandese attraverso i suoi simboli: il polo museale del Rijksmuseum che ha riaperto recentemente; il design contemporaneo; Iris Van Herpen e le sue sperimentazione nel campo dell’alta moda (particolare attenzione rivolta al corpo in movimento); la condizione geografica poco favorevole, essendo metà del territorio sotto il livello del mare; il modello Polder che con un sistema di dighe prova a risolvere questo problema rendendo coltivabile ampie distese di terre; la legalizzazione del consumo di droghe leggere fino a 5gr dal 1970, pur restando illegale la produzione e la vendita delle stesse; la legalizzazione dei matrimoni omosessuali dal 2001 e quella dell’eutanasia dal 2002.

Il settore delle industrie creative è uno di quelli in cui lo Stato olandese investe maggiormente e Bas Ernst lo dimostra presentandoci dati ufficiali inerenti ai fondi per le politiche culturali: 800 milioni di euro investiti dallo Stato, 2,2 miliardi dalle province e dai comuni e 300 milioni dai privati. Nonostante questi dati molto importanti il settore sta attraversando un periodo difficile a causa della crisi e del precedente governo.

Lo Stato investe nelle infrastrutture di base, una settantina di musei di valenza nazionale e internazionale, stanzia finanziamenti per le discipline artistiche tramite fondi indipendenti. Precedentemente c’erano più fondi e meno soggetti, oggi si presenta una situazione praticamente inversa.

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I tre settori in cui la politica culturale olandese dal 2009 al 2012 – Dutch DFA – ha investito maggiormente (12 milioni di euro in quattro anni) sono stati quello del design, della moda e dell’architettura attraverso la collaborazione con quattro paesi (India, Cina, Germania, Turchia) e il raggiungimento di quattro obbiettivi: idea, rete, impresa e collaborazione.

Sono stati finanziati 180 progetti, perlopiù in Cina, si sono raggiunti i 550mila visitatori. Il programma ha ricevuto delle critiche, ma ha rafforzato il settore, ha creato nuove relazioni tra i vari soggetti e ha aperto nuovi mercati.

Uno dei progetti comunali più affermati è Creative Cities Amsterdam http://www.ccaa.nl/ basato sulla collaborazione tra i creativi di sette comuni e due province. Tutti si riconoscono nel brand di Amsterdam e fanno leva sulla sua buona immagine.

Inoltre tre città olandesi sono rientrate in shortlist per la candidatura a Capitale Europea della Cultura nel 2018: Eindhoven (ha buone possibilità di vincere), Maastricht e Leeuwarden.

La politica culturale internazionale dell’Olanda si propone di adeguare il livello artistico agli standard internazionali; rafforzare la posizione del settore nel mercato internazionale; creare connessioni tra cultura commercio ed economia.

Per quanto concerne l’ambasciata olandese in Italia, in cui Ernst è attivo in prima persona, anch’essa è coinvolta in vari progetti nel settore culturale e creativo in collaborazione con realtà italiane in sintonia. L’ambasciata ha a disposizione un budget che oscilla tra il 100mila e i 130mila euro, che investe nei progetti di collaborazione con le città italiane che hanno programmi triennali e puntano alla candidatura di capitali della cultura nel 2019. L’ambasciata cerca così di inserire olandesi nei programmi dei progetti italiani a seconda delle esigenze dei direttori artistici.

In più c’è il progetto delle regioni Olandiamo: ogni due anni si cerca una regione specifica in cui investire il budget a disposizione. Nel 2010 è toccato alla Puglia, ora è attivo il progetto in Toscana. Per ogni territorio si fa un’analisi di contesto per valutare qual è il territorio più idoneo e quale linea di investimento adottare.

Da non sottovalutare gli investimenti sulla mobilità ecosostenibile – bike design, sui progetti studenteschi – istruire i soggetti già da piccoli sull’importanza delle industrie creative.

L’Olanda collabora anche con il Festival Gender Bender organizzato dall’arcigay di Bologna, sottolineando maggiormente la sua politica a sostegno delle relazioni omosessuali.

Last but not least l’importante collaborazione che l’Olanda ha stretto con Ravello Lab, di cui Creactivitas è partnership.

Incontro molto interessante; come sempre i #mood del team di Creactvitas lasciano un segno e un arricchimento culturale a tutti. Vi aspettiamo al prossimo #mood con Carlo infante … Stay tuned for the #UrbanMood!

Il .pdf dell’incontro Salerno 16 aprile 2013

Per maggiori info: http://theculturaldiplomat.g-link.eu/

                                     http://www.facebook.com/olandiamo.in.italia

                                    On twitter: @basernst

                                    On twitter: @olandiamo

Ivana Ziello

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14 aprile 2013

PULSE ON CAMPUS #DeRevMood – DeRev: INTERNET PER DARE POTERE ALLE IDEE

Dopo una breve pausa pasquale, Pulse On riprende la sua attività al Campus di Fisciano con un secondo step, un secondo #mood, una nuova iniziativa: #DeRevmood.

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Lunedì 8 Aprile, alle ore 11.30, nel centro ICT d’Ateneo è stata presentata, previo un saluto istituzionale dal prof. Massimo De Santo e dal prof. Fabio Borghese, dai suoi tre membri principali – Roberto Esposito, CEO di DeRev, Claudio Calveri, content manager e Nicola Ucciero – la piattaforma DeRev. Quest’ultima nasce da un’idea di Roberto Esposito, il quale si prefigge come obbiettivo quello di utilizzare la rete per portare a conoscenza, valorizzare e ampliare idee rivoluzionarie, che possano apportare benefici e cambiamenti utili alla nostra società.

DeRev si presenta, così, come una piattaforma di crowdfunding (finanziato dalla massa) che, a differenza delle altre già esistenti, segue il progetto in tutte le sue fasi: visibilità, supporto tecnico, finanziamenti e dialogo con gli esperti. Chiunque voglia proporre la sua rivoluzione deve registrarsi al sito e presentare il suo progetto, che verrà poi giudicato idoneo o meno dal team DeRev per poter essere pubblicato sulla piattaforma.

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I guadagni economici per DeRev provengono dagli sponsor pubblicitari e da una piccola percentuale, che la piattaforma trattiene qualora il progetto ospitato dal portale abbia raggiunto l’obbiettivo prefissato. La startup finora ha ottenuto finanziamenti per 1,25 milioni di euro dal fondo Vertis Venture e da un gruppo di imprenditori privati. Il tutto grazie alla figura di Roberto Esposito, il quale si è presentato con un curriculum ricco di esperienze nel settore: recordman di facebook con oltre 560mila commenti sotto lo stesso post;  3 milioni di fan su facebook; una startup realizzata in precedenza rivenduta a 200 volte l’investimento iniziale; collaboratore di Greenpeace International per convincere facebook a ricavare elettricità da fonti rinnovabili; curatore della comunicazione e del marketing dell’America’s Cup di Napoli.

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Il lancio del progetto è avvenuto lo scorso Agosto e finora si presenta come luogo virtuale d’incontro per persone che non si conoscono, ma che condividono uno stesso obiettivo. A questo proposito è bene evidenziare anche due altre iniziative di DeRev: lo Speaker’s Corner in cui chiunque può creare trasmissioni in streaming audio/video per poter interagire con i propri spettatori; la Raccolta Firme per ottenere consensi a determinate proposte. Bisogna precisare che, qualora si vogliano utilizzare queste firme per una petizione popolare, il metodo non è ancora riconosciuto legalmente, ma lo sarà dal 2015.

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DeRev permette, in conclusione, ad ognuno di noi di poter proporre, essere, fare, condividere e sostenere un cambiamento.

Vi ricordiamo il prossimo appuntamento di Pulse On campus con  #UrbanMood! Stay Tuned!

Ivana Ziello

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29 marzo 2013

#DisneyMood – SEMINARIO SU FANTASIA: CONTAMINAZIONE TARGATA DISNEY

Il ciclo di seminari sul rapporto tra la Disney e le arti si è concluso martedì 26 Marzo con la lezione del docente di Storia della Musica, Massimiliano Locanto, il quale ha ripreso in esame il film Fantasia, soffermandosi sull’analisi dell’episodio de La sagra della primavera.

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La lezione è stata introdotta dalla lettura del prof. Marco Pistoia, docente di Storia e Critica del cinema, di una parte del saggio sul cinema di Erwin Panofsky, illustre critico d’arte, scritto nel 1934 dal titolo Stile e tecnica del cinema. Dopo un lungo excursus sul cinema delle origini, e non solo, Panofsky si sofferma su Disney e sui rapporti di quest’ultimo con la musica.

Il critico definisce i cartoni animati della Disney come un distillato chimicamente puro delle possibilità del cinema: conservano gli elementi popolari più significativi quali sadismo, pornografia, l’umorismo che ne deriva e la giustizia morale, quasi senza diluirli. Spesso li fondono in una variazione del primitivo e inesauribile motivo di Davide e Golia, il trionfo di chi è apparentemente debole sui presunti forti.

Soffermandosi maggiormente sul rapporto tra musica e disegni, Panofsky afferma che in Fantasia la danza degli Ippopotami è splendida, mentre le sequenze della Pastorale e dell’ Ave Maria sono deplorevoli, non tanto per l’assoluta superiorità del disegno nel primo caso, né perché Beethoven e Schubert siano troppo sacri per poter essere visualizzati, ma semplicemente perché la Danza delle Ore di Ponchielli è “coespressibile”, mentre la Pastorale e L’ave Maria non lo sono, e se è così anche la musica migliore e il più squisito disegno potrebbero perdere di efficacia.

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Dopo questo breve, ma molto utile intervento del prof. Pistoia, il dottor Saverio Monda ha mostrato agli studenti diversi casi di contaminazione – orizzontale – Disney. Caso emblematico è quello di Nick Bertke, in arte Pogo, che nel 2007, a soli 19 anni ha cominciato a realizzare dei remix per la Disney, prendendo immagini e suoni dei film Disney, campionandoli e sequenziandoli. Ha realizzato così esempi di plunderfonia o sound collage (termine coniato nel 1985 da John Oswald per definire musica realizzata da materiale audio registrato precedentemente, alterato in qualche modo per ottenere nuova musica).

E veniamo ora all’intervento del prof. Locanto, il quale ha sin da subito fatto riferimento a due testi: Analysing Musical Multimedia di Nicholas Cook (musicologo inglese), per un’analisi musicale e audiovisiva dettagliata di Fantasia e Remediation di David JayBolter e Richard Grusin per la trasposizione di prodotti artistici da un medium ad un altro.

Le origini di Fantasia sono da riscontrarsi in due filoni: il primo disneyano, il secondo appartenente ad una tradizione più colta. Per il filone Disney il riferimento è alle Silly Simphonies(1929-1935), in cui c’è la presenza di musica da repertorio e immagini animate (i disegni sono concepiti in base alla musica, molto rielaborata nonostante si tratti di musica da repertorio). Il secondo fa riferimento a Oskar Fischinger, pittore tedesco, che emigrato in America ha avuto l’idea che la pittura astratta può anche muoversi e ha realizzato, così, cortometraggi d’animazione astratta (An Optical Poem). Egli ha collaborato alla realizzazione di Fantasia, anche se successivamente estromesso. Probabilmente se avesse portato a termine il suo lavoro, Fantasia sarebbe risultato più astratto. Da tenere in considerazione è anche il lavoro di Walter Ruttman, regista di Berlin, Symphonie einer Groβstadtin cui si nota il suo lavoro sperimentale di analisi tra visivo e sonoro.

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27 marzo 2013

MOVI MENTI – BATTITI DALLA TERRA: una mostra-evento per promuovere la riattivazione del Rione Terra di Pozzuoli.

Sabato 16 Marzo, alle ore 16.30, presso il Palazzo Toledo, sede della Biblioteca Civica e del Polo Culturale di Pozzuoli, si è tenuta la mostra-evento Movimenti – Battiti dalla Terra, in occasione della quale è stato presentato il progetto Bradisismoflegreo.it

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Si tratta di un archivio virtuale promosso dall’associazione Lux in Fabula, che per circa un anno ha coinvolto dieci operatori culturali per la raccolta di 4500 immagini, video, articoli e documenti a proposito dei due fenomeni sismici, del 1970 e del 1983, che hanno colpito l’area flegrea.
Come da programma Rosalba Volpe, volontaria civile presso l’associazione Lux in Fabula, ha aperto l’evento, presentandolo come l’input  per la costituzione di un museo civico di narrazione sul bradisismo; ha introdotto i volontari dell’associazione medesima, che hanno preso parte al progetto.

La performance dell’artista Vincenzo Aulitto ha entusiasmato il pubblico presente. Egli ha dipinto, attraverso l’action painting con il rosso puteolano, il Rione Terra di Pozzuoli, per poi distruggere alla fine l’intero lavoro, simboleggiando, così, un gesto di protesta nei confronti dello sgombero e la mancata riattivazione del territorio negli anni Settanta. Dopo questa toccante esibizione, c’è stato l’opening della pièce teatrale Un’opera ballerina, a cura di Annalisa Direttore.

A seguire è partito il workshop Pulse on bradisismo con interventi di: Fabio Borghese (Creactivitas, Laboratorio di Economia Creativa dell’Università di Salerno), Carlo Infante (Urban Experience), Claudio Bocci (Federculture), Carla Giusti (Campania Innovazione), Claudio Calveri (Napoli Città della Letteratura), Claudio Correale (Lux in Fabula).

Fabio Borghese ha sottolineato l’importanza della cultura come agente primario per il recupero di valori in chiave contemporanea e ha evidenziato la necessità della nascita di questa struttura, che possa restituire ai cittadini un senso di riconoscimento identitario.
Significativo anche l’intervento del presidente di Urban Experience, Carlo Infante, che ha mostrato tutto il suo interesse per il Rione Terra, un luogo allo stesso tempo straordinario e contraddittorio. Ha in più messo in risalto la necessità di inventare il lavoro, visto che in quest’ultimo periodo è molto carente, puntando nella sperimentazione: « concepire laboratori di progettazione creativa. La bellezza non ha senso se non vi sono occhi per guardarla. L’intelligenza è una tossina se non viene condivisa », ha aggiunto Infante.
Anche Claudio Bocci ha manifestato entusiasmo per la visita mattutina al Rione Terra ed è stato molto colpito dalla partecipazione cittadina all’evento, spronando gli stessi Puteolani a credere in questo progetto anche per la rinascita del turismo, il quale senza una comunità solida alla base ha poco senso.
L’intervento di Carla Giusti è stato accolto molto calorosamente dai presenti, viste le vicissitudini che hanno recentemente coinvolto Città della Scienza. Il dirigente di Campania Innovazione ha espresso solidarietà per i Puteolani, proprio perché ha potuto pesare in prima persona l’assenza di un territorio. Secondo lei c’è bisogno di individuare luoghi che possano raccontare il territorio, non solo collezionando oggetti ma creando musei partecipati.
Illuminante l’intervento di Claudio Calveri, che in poche battute ha riassunto i punti salienti dell’incontro in atto di svolgimento. Si è soffermato sulla location dell’evento, un po’ insolita (non si tratta di un palazzo deputato ad eventi culturali), sulla partecipazione attiva dei cittadini di Pozzuoli per costruire qualcosa riguardo l’identità, confrontandosi con esponenti esterni al range puteolano. «Per una volta non si è parlato di fare qualcosa, ma è stata fatta.» Ha concluso così il responsabile del progetto Napoli Città della Letteratura.

Infine il presidente di Lux in Fabula, Claudio Correale, ha ringraziato tutti i presenti e ha dato l’avvio alla conclusiva degustazione enogastronomica.

Ivana Ziello

Mural.ly riassuntiva: https://beta.mural.ly/#/alessia01/1364319245843
a cura di Alessia De Stefano e Maria Rossella Scarpa

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