CREACTIVITAS

28 marzo 2017

SLOT CREATIVE HUB|l’aeroporto come connettore di esperienze ed elaboratore di culture

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Slot – Creative Hub l’Aeroporto come connettore di esperienze ed elaboratore di cultura, creatività e socialità. Spazio di transito dei flussi di cultura in movimento. Luogo e dispositivo di comunicazione e interscambio dove avviene la sintesi tra spazio fisico e spazio dei flussi.
Il progetto Slot – Creative Hub promosso da Gesac – società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Napoli – nel quale lo scalo diventa, attraverso una serie di eventi culturali, un facilitator esperienziale, oltre che logistico, proponendo ai passeggeri in transito e alla comunità territoriale un itinerario, in 7 tappe, posizionate tra marzo e novembre 2016, per esplorare temi della contemporaneità quali: Design Food, Innovazione, Cambiamento Urbano, Viaggio con una serie di exhibit, talk, lab, iniziative di gamification e live art. Un percorso dove la cultura vivente, espressa nelle forme delle arti performative, delle exhibition interattive, del design e del racconto in tutte le sue modalità, assume la forma di una «intermodalità creativa» che aggrega e sviluppa nella prospettiva di migliorare la “passenger experience“ ispirazioni, talenti, competenze e risorse territoriali ed extraterritoriali nel luogo (e nel momento) del «passaggio» – simbolico e non – legato alla partenza e al viaggio.
Il nome del progetto è ricavato dalla combinazione di due concetti Slot (in aeronautica slot è il lasso di tempo consentito a un aereo per il decollo e per l’atterraggio in un spazio ad esso assegnato) riferito a una dimensione spazio-tempo in cui il passeggero può dedicarsi e interagire,durante il suo percorso con proposte culturali e creative e Hub, inteso come snodo e stazione di partenza, di flussi ed energie creative. I due concetti sono legati dalla creatività e dalla sua azione generatrice di senso.
Il concept del progetto è stato sviluppato dalla Comunicazione Istituzionale di Gesac in collaborazione con Creactivitas Creative Economy Lab e si avvale, per l’attuazione dei contenuti, di una serie di importanti collaborazioni con organizzazioni come Città della Scienza, Museo MADRE, ADI Associazione per il Disegno Industriale Delegazione per la Campania, Wine and the City, SlideLuck, Homo Scrivens, Altofest, Teatri in Gestazione.

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L’INSTALLAZIONE

L’Installazione è una mappa concettuale e visiva dei contenuti e dei significati del progetto ma è anche uno sketchbook, un taccuino che raccoglie in un unico supporto i ricordi, le tracce, gli spunti maturati durante lo svolgimento del percorso.
Ogni cubo rappresenta una tappa, uno Slot, ed è associato ad una tematica di cui diviene contenitore, tramutandosi esso stesso in una micro installazione.

link per leggere o scaricare il catalogo in formato pd  resoconto slot web

 

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9 ottobre 2014

L’EVENTO COME ACCELERATORE DELLO SVILUPPO INNOVATIVO DEI TERRITORI

Riflessioni sul programma ECoC e le candidature italiane  in attesa della selezione definitiva del 17 ottobre che aggiudicherà il titolo di Capitale Europea della Cultura 2019

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L’evento è una modalità progettuale multidimensionale e uno strumento di accelerazione a sostegno dei processi di sviluppo dei territori. Può contribuire all’elaborazione di una visione e programmazione strategica  capace di attivare percorsi funzionali a costruire o migliorare l’identità competitiva, la cultura dell’innovazione e a rafforzare, simultaneamente, la coesione sociale e il senso di appartenenza della comunità di riferimento. In tal senso, negli ultimi anni, l’esperienza del programma ECoC (Capitale Europea della Cultura) si è rivelata particolarmente significativa ed efficace in termini di legacy di lungo periodo e di impatto economico e sociale. Una forma progettuale innovativa in grado di mobilitare i potenziali di sviluppo e generare una spinta propulsiva per il rilancio e la riqualificazione dei territori su base culturale e creativa. L’Italia è stata scelta dall’Europa per il 2019 e numerose città hanno colto l’occasione per candidarsi a rappresentarla,ma solo sei di esse sono state selezionate per la fase finale:Siena,Ravenna,Perugia,Lecce,Matera e Cagliari. Il programma ECoC si presenta come un vettore dotato di un approccio metodologico che consente, di concepire e realizzare un impianto con una intelaiatura capace di mappare, combinare e tenere insieme,con la cultura come collante, in un percorso omogeneo e coerente, le diverse componenti dello sviluppo locale. Un piattaforma attraverso la quale   è possibile disegnare nuove geografie di senso  contenenti gli elementi e  le coordinate per elaborare progetti  indirizzati a favorire la partecipazione culturale attiva dei cittadini e orientare l’operato della comunità all’avvio di azioni sostenibili per il miglioramento complessivo della qualità della vita negli ambienti urbani e nei territori. Continua a leggere →

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11 ottobre 2013

NUOVE COMPETENZE E FABBISOGNI FORMATIVI PER IL MANAGEMENT DI IMPRESE CULTURALI E INDUSTRIE CREATIVE

I futuri scenari del management della cultura sono stati analizzati in un’animato ed interessante dibattito grazie ad un’eterogenea platea di esperti al confronto sui temi delle competenze e della formazione. Creactivitas ha partecipato all’evento con la presenza del direttore Fabio Borghese in qualità di discussant, e con il team di giovani creActivi alle prese con l’attività di reporting, live tweeting e l’implementazione real time della lavagna interattiva Prezi.

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Il problema della formazione relativa al management culturale è una questione molto seria, legata al mondo delle industrie culturali e creative oggi: se da un lato la formazione accademica appare molto lacunosa e frammentaria, dall’altro sono disseminati lungo tutto il territorio Nazionale corsi e workshop che in realtà lasciano dei dubbi sulla loro effettiva utilità. La domanda è: quali devono essere le competenze ottimali dell’operatore culturale e creativo? Questo è il tema al centro del discorso del panel “Nuove competenze e fabbisogni formativi per il management di imprese culturali e creative” che si è tenuto durante l’edizione 2013 di ArtLab, le giornate di colloqui che si sono tenute a Lecce sul mondo dell’economia della cultura e della creatività grazie alla Fondazione Fitzcarraldo. Continua a leggere →

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8 ottobre 2013

CREATIVITÀ E INNOVAZIONE: CREACTIVITAS AL SECONDO FESTIVAL DELLA CREATIVITÀ GIOVANILE A SALERNO.

Giornata tutta dedicata alla Creatività, quella di sabato 5 ottobre, terzo incontro di #Creattiviamo la città. Festival della Creatività Giovanile, al suo secondo anno di attività. L’evento, promosso da Arci Salerno e organizzato da  Informagiovani, è strutturato in quattro giornate durante le quali l’obiettivo è quello di promuovere la creatività fra i giovani per dare spazio alle idee e alla cultura.

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Nella mattina di sabato si è tenuta la conferenza dal titolo Creatività e Innovazione per la Cultura. Nuove esperienze per il Territorio.

Scopo dei relatori intervenuti era quello di raccontare le esperienze e gli sviluppi nel campo della cultura presentando progetti innovativi. A moderare l’incontro Carlo Pecoraro, giornalista di La città, che ha introdotto i relatori sottolineando l’importanza dell’humus creativo presente nella città di Salerno. Oggi la cultura, dice Pecoraro, ha la necessità di autofinanziarsi, anche per prendere le distanze dai sistemi, privati e non, da cui dipendeva in passato. Oggi, infatti, si è poco disposti a finanziare la cultura e la creatività in Italia e, quindi, occorre trovare nuovi mezzi d’espressione per farsi notare e rendersi interessanti sul mercato.

Stefania Leone, responsabile scientifico dell’ Osservatorio Comunicazione Partecipazione Culture Giovanili ha presentato, a questo proposito, l’Indice della  Creatività che vuole essere, in primo luogo, un approccio di studio su cosa sia la creatività e quali siano i settori nei quali è possibile fare economia della cultura. Ha esposto, inoltre, il bando che da qualche tempo viene proposto dall’OCPG nell’Università di Salerno e che si rivolge ai giovani artisti dai 18 ai 35 anni. L’oppotunità è quella di essere inseriti nell’archivio dinamico delle forme artistiche campane e di esporre le proprie opere attraverso la galleria virtuale on-line sul portale “chiamatallearti.it”.

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A questo proposito, alcune opere di giovani artisti campani sono state esposte nell’ambito di #Creattiviamo nei giorni 3-4-5 ottobre, presso la sede dell’Informagiovani di Salerno. Continua a leggere →

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24 settembre 2013

GREEN ECONOMY, MADE IN ITALY, CULTURA: LE PAROLE CHIAVE DEL SEMINARIO ESTIVO DI SYMBOLA

SYMBOLA

L’appuntamento annuale con il Seminario Estivo di Symbola è sicuramente uno degli eventi più interessanti che ruotano intorno ai temi di un nuovo sviluppo economico fondato sulla cultura, la sostenibilità e il made in Italy, alternative concrete in grado di traghettarci fuori dalla crisi che ci sta attanagliando in questi anni, e per questo motivo abbiamo assistito con grande attenzione ed interesse alla cinque giorni marchigiana; la tempistica era una delle grandi novità di quest’anno, poiché si è passato dai due giorni degli anni precedenti ai cinque attuali, grazie all’aggiunta di un prologo denominato “Festival della Soft Economy”, pensato in modo da analizzare alcuni temi chiave in maniera più approfondita. E così, arrivati nello splendido borgo di Treia, cittadina medievale caratterizzata da una curiosa piazza con balconata che affaccia sul mare, nonché sede degli ultimi due giorni e quindi del seminario vero e proprio per il secondo anno consecutivo, ci siamo immersi nelle tematiche che hanno caratterizzato le discussioni delle varie giornate.

Uno degli aspetti positivi della cinque giorni, prima ancora di parlare dei temi trattati, è quello di avere la possibilità di conoscere tante esperienze e realtà italiane che si sono fatte strada sul mercato internazionale poiché hanno avuto una visione orientata all’innovazione, la sostenibilità, la creatività. In questo, la cinque giorni è servita per aprire gli occhi sulle tante possibilità che il fare impresa ci mette a disposizione e che spesso si possono applicare ad altri ambiti produttivi. Ad esempio, molto illuminanti sono risultati gli interventi di Garagedesign  e di Maketank, piattaforme online che sviluppano prodotti di design on demand, sfruttando le nuove tecnologie legate alla stampa 3D, che permette di abbattere i costi in quanto non vincola alla realizzazione di un certo quantitativo di pezzi, ma rende possibile disegnare anche il singolo oggetto. I giovani designer così possono realizzare il proprio progetto e vederlo realizzato, oltre che ad avere la possibilità di poter vendere a qualcuno con le stesse esigenze. Un modo innovativo di coniugare sostenibilità ambientale, business d’impresa e partecipazione sociale.

E’ questo un po’ lo spirito che ha animato la cinque giorni, quello di dare una nuova visione allo sviluppo economico dell’Italia. Difatti il vecchio modello basato sulla produzione industriale mostra ormai inevitabili i segni della crisi, poiché la concorrenza dei paesi emergenti come la Cina e l’India, dove le condizioni lavorative scadenti permettono l’abbattimento dei costi, è troppo forte. Per questo motivo, la soluzione per dare nuovo impulso all’impresa è quello di puntare non sulla quantità ma sulla qualità, non sulla produzione ma sull’ideazione. E qui, a giocare un ruolo fondamentale, diventa il Made in Italy, tema di una delle giornate del Festival della Soft Economy, dove con questa locuzione si intende quel background culturale e quell’insieme di competenze che rendono unico e caratteristico un prodotto e per questo appetibile al mercato internazionale. A ciò si deve aggiungere il tema dell’economia green e della sostenibilità, che attualmente rappresentano la grande sfida da affrontare: avere un basso impatto ecologico non serve soltanto a rispettare l’ambiente, ma permette anche di avere notevoli risparmi in termini di costi e alle volte anche funzioni aggiuntive (si veda l’esempio dei led che, oltre ad essere sostitutivi a basso impatto delle luci tradizionali, vengono utilizzati anche nel design per via della loro grande duttilità).

Tante le sfide che l’Italia va incontro in questi anni, dallo sviluppo di un nuovo modello basato sulla cultura, al grande traguardo dell’Expo nel 2015, che se ben sfruttato può proiettare il nostro paese sul trampolino di lancio a livello internazionale. Per questo è importante pianificare, conoscere le best practices, discuterne, e in questo senso il Seminario di Symbola rappresenta, come ogni anno, un momento imprescindibile di riflessione.

Franco Cappuccio

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