CREACTIVITAS

13 dicembre 2013

“TU COME LO FAI?” – CREATIVITA’, FOOD E CULTURA: ALESSANDRO BORGHESE PER DAVIMEDIA E CREACTIVITAS AD UNISA.

Alessandro Borghese, chef , autore Tv e scrittore di libri di cucina, è un esempio positivo che rappresenta l’arte della cucina in modo creativo e multimediale come pochi riescono a fare. Da poco reduce dalla sua ultima fatica letteraria, Tu come lo fai?, lo chef di origine napoletana e madrelingua inglese, nato a San Francisco, ha portato buon umore e simpatia nella grigia mattinata di lunedì, 2 dicembre, all’Università di Salerno, dove è venuto a presentare il suo libro agli studenti dell’Ateneo e a farsi conoscere meglio!

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L’evento rientra nel ciclo di appuntamenti culturali della rassegna Davimedia ed è stato promosso e organizzato in collaborazione con Creactivitas. Proprio dalla creatività si è partiti con la prima riflessione sul modo di lavorare di Borghese, quando gli si è chiesto di spiegare il processo di studio e preparazione di un piatto. Lo chef, che a questo punto possiamo definire creativo del “food”, ha affermato di disegnare i piatti prima ancora di prepararli, “ho sempre bisogno – dice – di mettere su carta quello che sto creando e se osservi i miei appunti, vedrai che dal primo bozzetto del piatto al risultato finale, vi sono molte modifiche e passaggi, necessari”.

L’atto del cucinare, diventa con questo chef “rock”, un’esperienza che prima di partire dalla cucina, inizia con carta e matita, quindi con un processo di studio e analisi. Il tutto è condito dalla buona musica che, come Alessandro Borghese dice nel suo libro e come ha dichiarato all’incontro con gli studenti, deve sempre accompagnarci nella vita e quindi anche a tavola!

Nel ricettario da lui pubblicato per Mondadori, lo chef suggerisce per ogni pietanza un brano musicale e un vino in particolare come accompagnamento. Mangiare diventa un momento di sense making, un’esperienza a tutti gli effetti completa. Il libro, più che un ricettario, si potrebbe definire una sorta di manuale del “buon vivere”, oltre che della buona cucina.

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5 dicembre 2013

THE EUROPEAN DIMENSION OF CULTURAL CAPITALS

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L’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in collaborazione con Creactivitas – Creative Economy Lab, il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Artistico e Culturale DISPAC dell’Università degli studi di Salerno e con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Regione Campania e della Società Geografica Italiana, con l’Ambasciata di Bulgaria, l’Istituto Bulgaro di CulturaFedercultureRavello Lab, Perypezye Urbane e con l’Enoteca Provinciale di Salerno, presentano, il 10 Dicembre dalle ore 09:00 alle 18:00, all’interno dell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Salerno, “The European Dimension of Cultural Capitals”, la prima conferenza europea che ospita le sei città italiane in gara per la candidatura a Capitale Europea della Cultura nel 2019.

Una riflessione dedicata alla dimensione europea delle candidature: Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna e Siena entreranno in dialogo con Leeuwarden (2018), La Valletta (2018), Sofia (2019) e l’attuale capitale Marsiglia. La dimensione europea è uno dei due criteri principali nella valutazione del bidbook di una città candidata (l’altro: “La città e i cittadini”). La città candidata deve illustrare in che modo la manifestazione potrebbe contribuire a rafforzare i legami della città con Europa.

Attraverso lo scambio d’ idee e best practices, i partecipanti cercheranno di definire in modo concreto e comprensibile quale sia la loro vera dimensione europea.

Creactivitas seguirà l’evento con l’ausilio di piattaforme digitali e dei social media, realizzando un report dinamico e in real-time delle analisi e delle proposte dei tre panel di lavoro, tutto in collaborazione con Perypezye Urbane.

Twitter, Facebook, Prezi e Storify saranno i contenitori nei quali verranno riversati gli outputs di questa interna giornata di lavori.

Potete trovare il programma dei lavori qui.

Per partecipare attivamente alla creazione del racconto su questo evento, utilizzate questi hashtags per i vostri tweet: #EDoCC, #ECoC e #BeCreactive.

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22 febbraio 2013

CREACTIVITAS AVVIA UNA NUOVA COLLABORAZIONE CON DEREV

DeRevCreact

Nasce una nuova collaborazione tra il laboratorio di Economia Creativa Creactivitas e la nuova piattaforma web DeRev; la piattaforma che consente di trasformare le tue migliori idee in Rivoluzioni, allo scopo di migliorare concretamente il mondo in cui viviamo. DeRev verrà presentata da Creactivitas, all’ Università degli Studi di Salerno, con un incontro/laboratorio presenziato dal Founder&Ceo Roberto Esposito.

Questa cooperazione, legata ai temi della Cultura, sarà indirizzata alla realizzazione di progetti innovativi a sostegno dello sviluppo delle Industrie Culturali e Creative.

About DeRev:

website DeRev 

e-mail: contact@derev.com

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DeRev on Twitter 

Presentazione DeRev on Youtube 

Scaricabile la presentazione in .pdf: DeRev – Presentazione Dicembre 2012

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15 febbraio 2013

EVENTO DAVIMEDIA: CREACTIVITAS RACCONTA…FILIPPO NIGRO TEATRO D’ATENEO 14 FEBBRAIO 2013

“Mi piace rischiare” : Filippo Nigro l’uomo, l’attore.

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Un esempio di straordinaria umanità: questo si è dimostrato l’attore romano Filippo Nigro all’incontro Davimedia con gli studenti dell’Università degli Studi di Salerno. 

Sul palco del teatro d’Ateneo, l’attore,  è stato accolto dal calore dei suoi fan che, con grande curiosità e interesse, hanno scoperto come la passione possa nascere e crescere nelle modalità più inaspettate. Il medievista alla Sapienza di Roma ha avuto il suo incontro con la recitazione quasi per caso, con un provino al centro sperimentale: «non era il mio sogno -racconta- è stata un’esperienza intensa, ma vissuta inconsapevolmente; poi ho capito che era quello che volevo fare».

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Acquisita la popolarità grazie alla serie televisiva R.I.S. Delitti imperfetti, Nigro ha interpretato ruoli sempre diversi e intensi. Dal fallito nella Finestra di fronte di Ozpetek, all’omosessuale, sempre con Ozpetek in Le fate ignoranti, come anche in Diverso da chi di Umberto Cartena; dallo scambista ne E la chiamano estate di Paolo Franchi, prossimamente nelle sale, all’inetto, insieme con Claudio Santamaria, nello spettacolo teatrale Occidente Solitario, ora in tournée; il suo approccio al “personaggio” non è mai dettato da un metodo in particolare: si lascia guidare dal proprio intuito, mettendosi, così, sempre alla prova. «Mi piacciono i ruoli limite -ammette- che abbiano una dinamica psicologica di un certo tipo. Molti dopo La finestra d fronte mi cercavano per un ruolo simile, ma l’attore deve fare tutto! Così passare alla commedia è stato difficile, ma dipende da te, appunto: rischiando, costruendoti una tua carriera; sentirsi apposto facendo quello che vuoi fare tu, questo è il bello!». Non capisce, infatti, chi rifiuta un ruolo solo per una questione di immagine, e lo sottolinea rimarcando che: «l’attore l’immagine non ce l’ha! Accetterei qualsiasi ruolo: mi piace rischiare!».

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Report: Raffaella Estatico

Photo: Maria Rossella Scarpa

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20 dicembre 2012

CREACTIVITAS HA PRESENTATO, IN COLLABORAZIONE CON SYMBOLA, IL RAPPORTO 2012: L’ITALIA CHE VERRA’ TRA SPERANZE E CERTEZZE, POSSIBILITA’ DI SVILUPPO E DATI CONCRETI.

La presentazione del Rapporto Symbola 2012 ha messo in luce l’importanza delle industrie culturali e creative, e di un’economia, in Italia come in tutta Europa, basata sul nostro immenso patrimonio artistico-culturale, e sulla creatività come motore dell’economia.

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Per quanto l’Europa abbia inserito già dal 2010 la voce “cultura” nella sua agenda,  l’Italia tarda ancora a comprenderne il valore inestimabile. Dal patrimonio culturale ricchissimo, il nostro paese non è capace di agire con adeguate strategie in questo settore. Così, la preside Pagani introduce da subito il più grande problema del sistema Italia: esistono industrie creative e culturali ma pochi ne parlano. Questo è oggi possibile grazie al Rapporto Symbola. Dal periodo di crisi che stiamo vivendo emerge, tuttavia, un aspetto positivo. Menichetti, direttore del dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale, riflette sulla trasformazione del concetto di patrimonio culturale: materiale ed immateriale vanno sfruttati sempre, e ora più che mai. Dalla presentazione, questa visione si concretizza. “L’Italia che verrà” non è semplicemente il risultato della ricerca prodotta da Symbola e da Unioncamere; è un messaggio di fiducia che ha solide basi nell’economia reale – tiene a precisare Fabio Renzi, il Segretario generale della Fondazione Symbola. È questo l’aspetto fondamentale del rapporto: si basa su dati reali e dimostra quanto realmente la cultura,  e le industrie creative, contribuiscano al futuro positivo del nostro paese. Sono, dunque, i numeri a darci una visione complessiva dell’importanza di questo settore: nel 2011 il settore produttivo culturale italiano ha prodotto 76 miliardi di euro di valore aggiunto, il 5,4% dell’intera economia. La cultura genera lo stesso valore delle assicurazioni e delle finanze, e genera il doppio dell’occupazione della finanza e delle assicurazioni. Dalla presentazione risulta necessaria una riflessione che opera Fabio Borghese: i dati sono doppiamente positivi perché risulta una richiesta da parte del mercato di skills e competenze specifiche. Stupisce, e al tempo stesso rassicura, la diapositiva in cui viene evidenziata la cifra di assunzioni programmate, nel 2012, all’interno del settore culturale: 32.250 posti. Inoltre, le professioni culturali più richieste, sono innumerevoli e poliedriche: dal mondo del cinema (operatori, direttori artistici, registri, sceneggiatori, scenografi, ecc..), agli specialisti del web (programmatori, progettisti di software, ecc…), dal marketing, passando per la comunicazione, fino ad arrivare al food.

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Ed è su questo punto che si inserisce l’intervento di Alessandra Storlazzi, docente di Economia e Gestione delle imprese, che nota come “lo sguardo dell’economista tradizionale, basato su modelli classici, sia ormai inadeguato per poter analizzare la situazione attuale. Dobbiamo smettere di pensare all’uomo come una macchina da inserire all’interno del discorso produttivo: dobbiamo ragionare nella logica del cervello. Oggi un lavoratore deve conoscere tutto.”. Questo è ciò che Claudio Calveri ha definito ‘il futuro lavoro del Content manager’: colui che realizzerà i contenuti li organizzerà e li metterà a disposizione di chi ne ha bisogno. “Creare connessioni di senso è tutto ciò che è richiesto dall’economia creativa”, afferma Claudio Calveri. Le nuove professionalità non sono ben definite, ma di certo dovranno fare i conti con un settore culturale sempre più produttivo…o almeno ce lo auguriamo.

 Raffaella Estatico

Foto: Maria Rossella Scarpa

Link Rapporto 2012 : http://www.symbola.net/html/article/LItaliacheverraIndustriaculturalemadeinItalyeterritori

Pdf della presentazione di Fabio Renzi: intervento Treia CG 20_07_12 per stampa[1]

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