CREACTIVITAS

12 dicembre 2012

CREACTIVITAS A TORINO: TRANSMEDIA BRIDGE 2012, LE GIORNATE EUROPEE DEL CINEMA E DELL’AUDIOVISIVO

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Giornate Europee del Cinema e dell’Audiovisivo 2012, presso la Film Commission Piemonte lo scorso venerdì 7 dicembre, in collaborazione con la Genova-Liguria Film Commission, Antenna Media Torino e Fert Rights e alla presenza di professionisti del campo tecnologico come di quello creativo ed editoriale.

L’editoria classica si apre oggigiorno ai nuovi media, in maniera sempre più esponenziale, ricercando formule innovative per poter dialogare con un pubblico che si evolve costantemente. In Italia, come all’estero, il giornalismo moderno collabora con l’audiovisivo sulla base dei nuovi linguaggi cross mediali, ancora tutti da esplorare e sperimentare, e le cui possibilità comunicative sembrano infinite nelle diverse forme che possono assumere.

In campo italiano, Transmedia Bridge 2012 si propone, da tre anni, come il principale strumento di convergenza tra audiovisivo ed editoria. Alternando sessioni plenarie a networking privato ai tavoli, favorisce sia lo stabilirsi di contatti professionali, sia l’implementazione di best practices, in un clima fortemente collaborativo, stimolando l’incontro fra progetti creativi cross-mediali e le professionalità in grado di fornire, a quei progetti, le soluzioni tecniche che ne permettano la realizzazione. La doppia strutturazione dell’evento ha preso, così, corpo nelle Giornate Europee del Cinema e dell’Audiovisivo 2012 che si sono tenute presso la Film Commission Piemonte lo scorso venerdì 7 dicembre, in collaborazione con la Genova-Liguria Film Commission, Antenna Media Torino e Fert Rights e alla presenza di professionisti del campo tecnologico come di quello creativo ed editoriale.

Ad aprire il dibattito, l’intervento di Paolo Manera e Claudio Papalia, che hanno messo in evidenza l’attenzione data al documentario in Piemonte, dove, attraverso enti ed iniziative specifiche, viene fornito, sostegno a progetti di respiro europeo. Primo e importante step in questo genere è la scelta di linee editoriali essenziali, derivate dal filtro del regista, il quale sceglie in tal modo i contenuti più appropriati da fornire all’audience. Ma, oltre al tradizionale film-making, il percorso di ricerca è attualmente teso all’aggiunta di interattività con l’utente finale che si interfaccia costantemente con il prodotto in questione, in modo da superare la consueta fruizione cine-televisiva. Il documentario di creazione,  incentivato dalla Film Commision Piemonte, diventa così uno degli strumenti principali di tale obiettivo, poiché è in grado di stimolare attivamente nella mente dello spettatore un pensiero e, successivamente, un meccanismo dialogico. In questo senso, il compito delle industrie creative è proprio quello di sperimentare nuove forme innovative di comunicazione e di interazione con il pubblico, in modo da riportare un valore aggiunto al prodotto finale.

Il genere documentaristico si sposa perfettamente con le nuove tecnologie cross mediali nel primo case study riportato nella prima parte dei lavori: Fool of Life nasce come un progetto audiovisivo, che diventa poi una ricerca itinerante su sogni e speranze dei grandi clown europei. Gli autori, Tommaso Magnano e Diego Berrè, hanno pensato a una cartina europea con una duplice modalità di fruizione per gli utenti: ad un livello verticale, l’utente può scegliere un clown e vederne video o altri materiali, mentre ad un livello orizzontale l’utente può ricercare informazioni o materiale per tematiche, per luoghi o per libri pubblicati dagli stessi clown. Il progetto trans mediale diventa, così, una chiave di volta per rendere la modalità di lavoro dei clown, slegati dal sistema industriale.

Attenzione documentaristica è alla base anche del progetto di Cristina Sardo e Andrea Montuschi; Aghanaway, curato dalla società Millewatt e primo progetto crossmediale della casa di produzione Rossofuoco. Ispirato agli immigranti di Lampedusa, il progetto parte dal film documentario di Davide Ferrario girato a Castel Volturno, Piazza Garibaldi, luogo di residenza di numerosi immigrati africani che non possono uscire dall’Italia, né tornare a casa propria per mancanza di mezzi. Relegati in un limbo senza tempo, hanno, invece, la possibilità di raccontare le proprie esperienze in Aghanaway, caricando direttamente video personali o prendendo parte alle esperienze di altri. Da questa raccolta di materiali dal basso viene poi generato uno script per un video gioco, in cui il superamento di ogni livello, in cui è ripartito, avviene solo se l’utente si documenta sui giusti indizi, apprendendo spontaneamente.

Il viaggio diventa il filo rosso anche del progetto di Monica Repetto, Il gusto della nonna, che propone un itinerario nei ricettari delle nonne italiane, spunto di riflessione anche per le loro vicende personali, che fanno parte a tutti gli effetti della nostra storia nazionale. Il prodotto cross mediale, dal sapore internazionale e dal target amplificato, permette all’utente non solo di ottenere informazioni culinarie o storiche ma anche di caricare contenuti personali.

Progetti simili includono personalità differenti, web designer, registi, illustratori, da integrare per la corretta creazione di contenuti di computer graphics interattivi, che prendono spunto da più o meno sottintese volontà di documentare esperienze diversificate ma presenti nella stessa misura nella nostra realtà nazionale. Uno dei principali problemi è senz’altro rappresentato dall’uso del 3D real time, che dà l’accesso ad una realtà virtuale . Tuttavia, tali applicazioni richiedono costi elevati in quanto devono essere utilizzati per tutti i contenuti, in modo da favorire una corretta esplorazione dell’utente nello spazio 3D così come uno storytelling non lineare, ma generato dalla volontà dello stesso utente. Tale problema è al centro del progetto 3Doors Framework, di Pino Lassandro e Emanuele Russo i quali, consapevoli che il linguaggio della realtà virtuale può offrire opportunità di comunicazione uniche in contesti di gioco o di prodotti culturali, intendono aprire questa possibilità anche a medie e piccole imprese, che non potrebbero permettersi l’investimento di grandi capitali in applicativi simili. La loro proposta innovativa vuole offrire standard applicativo più generali, e senza l’ausilio di specifici plugin, fruibili, in tal modo, anche dai non esperti.

Attraverso i pitching proposti, Transmedia Bridge ha dunque concretizzato il networking e la connessione produttiva di progetti sviluppati nel 2012, veri protagonisti dell’evento. Attraverso aggiornamenti dettagliati sulle incalzanti evoluzioni della convergenza mediatica, i professionisti hanno avuto modo di delineare priorità e criteri per le collaborazioni interdisciplinari della produzione crossover.

Valentina Milite

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26 novembre 2012

CREACTIVITAS RACCONTA: 30 TORINO FILM FESTIVAL – LE VIE DEL CINEMA

Al via, in data 23 Novembre 2012, il Torino Film Festival, uno dei principali festival italiani dedicato al cinema indipendente. Nato nel 1982 come Festival Internazionale Cinema Giovani, compie quest’anno il suo trentesimo anniversario. Ad inaugurarne l’apertura presso l’Auditorium Giovanni Agnelli, con Claudia Gerini madrina della serata, la commedia che segna il debutto alla regia di un grande attore quale Dustin Hoffman: Quartet.

Il vasto programma del Tff 2012, che si snoderà per un’intera settimana, celebra, come abitudine, un cinema giovane e fresco, sintomo di un rinnovamento linguistico e stilistico, avvertito a livello nazionale quanto quello internazionale, come dimostra la sezione Torino30. Il Concorso presenta sedici opere prime, seconde o terze di giovani talenti cinematografici. Il festival rinsalda, così, il legame con il suo stesso pubblico, mescolando al suo interno cinema d’autore e di genere, sperimentazione e riscoperta di grandi classici. Il gran premio Torino quest’anno viene infatti assegnato a due importanti autori europei: Ettore Scola, per l’affresco culturale e sociale che ha saputo tratteggiare del nostro paese, e Ken Loach, che trasmette con umorismo e forza morale la società contemporanea. Una società a lui così cara che lo ha portato alla drastica decisione di rinunciare al premio in questione il giorno precedente all’inizio dell’intero festival, da buon regista operaio che ha dedicato la sua intera attività cinematografica alla descrizione delle condizioni lavorative e vicino questa volta ai dipendenti della Cooperativa Rear che prestano la loro opera al Museo Nazionale del Cinema.

Ma ciò non ferma ovviamente la portata del festival. Ampio spazio è dedicato anche alla retrospettiva proposta da Emanuela Martini e dedicata a Joseph Losey, regista e sceneggiatore cinematografico e teatrale, scomparso il 1984. Accanto alle proiezioni dei trentasette tra lungometraggi, corto e documentari realizzati negli anni Quaranta e Cinquanta, saranno presenti a Torino Patricia Mohan Losey, vedova dell’autore e sua collaboratrice durante la seconda parte della sua carriera e Marek Losey, il nipote, a sua volta regista con il suo film d’esordio del 2008 The Hide.

La sezione Onde coniuga invece le nuove prospettive dello sguardo con attenzione al cinema lusitano, francese o statunitense accanto a un doppio omaggio. Da un lato il cinema del maestro portoghese Miguel Gomes, che presenta, tra gli altri, il suo primo cortometraggio, Entrentanto, e dall’altro il collettivo artistico bolognese Zimmerfrei (Massimo Carozzi, Anna de Manicor, Anna Rispoli) che si muove nei luoghi comuni tra cinema, teatro, musica, live e performance.

Non manca l’attenzione ai documentari con il Tffdoc, sezione divisa in due concorsi, internazionale.doc e italiana.doc, che ospitano opere prime di svariati ed emergenti cineasti. A corredare il tutto troviamo i Documenti, spazio dedicato a film fuori concorso ma non meno rilevanti dal punto di vista sociale, evidenziando una delle peculiarità che da sempre ha contraddistinto questo festival: la volontà di contribuire alla formazione di una coscienza, impregnata di attualità. Il documentario non diventa quindi replica banale del reale, ma momento di riflessione e spunto per nuove movimenti di pensiero, tanto per argomenti quali lotti tra ribelli o crisi nazionali, quanto la documentazione di un eccentrico ricordo di Carmelo Bene attraverso le rushes di Nostra Signora dei Turchi, le immagini delle prove del Macbeth raccolte da Ferruccio Marotti in Concerto per attore solo.

Immancabile anche uno spazio interamente dedicato al territorio piemontese, con Spazio Torino che presenta sei cortometraggi realizzati da cineasti residenti esclusivamente in Piemonte, o ancora Torino Film Lab, officina attiva dal 2008 e volta al sostenimento di progetti di vario genere, seguiti appositamente dal Torino Film Lab e poi presentati durante il Festival. Quest’anno la sezione è animata da sei film di registi di provenienze diverse: Indonesia, Bosnia, Germania, Turchia, Slovenia.

Realizzato con il contributo di Città di Torino, Provincia di Torino, Regione Piemonte e la Direzione Generale per il cinema del Mibac e con il sostegno di Compagnia San Paolo e Fondazione CRT, il 30Tff anima ancora una volta il cuore di una città che da sempre è stata fulcro cinematografico e punto di convergenza di diverse manifestazioni artistiche. E lo fa con ampie prospettive, capaci di incuriosire le centinaia di turisti ed appassionati giunti appositamente per l’occasione.

Dopo un inizio travolgente, un festival tutto da vedere.

 

Valentina Milite

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12 giugno 2012

CinemAmbiente: UN FESTIVAL PER L’AMBIENTE

Quindicesima edizione di CinemAmbiente – Environmental Film Festival, il più importante festival italiano di cinema su sfondo ambientale. Il via è stato dato il 31 maggio scorso. 

Nato nel 1998 con l’obiettivo di contribuire alla cultura ambientale attraverso la settima arte, il festival è diretto ancora oggi dal suo fondatore, Gaetano Capizzi, nella sede del Museo Nazionale del Cinema, dove sono presentati oltre 100 film distribuiti nelle varie sezioni di concorsi nazionali e internazionali – documentari, mediometraggi, cortometraggi. Le opere cinematografiche e video prodotti dal 1°gennaio 2010 ad oggi e iscritti al festival  trattano problemi o storie legate all’ambiente naturale, umano e culturale, e sono circondati da eventi di supporto quali da dibattiti, incontri con autori e registi, mostre, concerti e spettacoli teatrali. I premi, come da tradizione, vengono assegnati da sette giurie specifiche, composte da almeno tre membri con figure internazionali o italiane di rilievo, come Nero Marcorè, voce narrante della versione italiana del film di Perrin e Cluzaud, e Luca Argentero, presente al festival in veste di produttore.

CinemAmbiente rientra nel progetto Green Film Network, che attraverso l’Environmental Film Festival Network (EFFN) collega i più importanti festival internazionali a carattere ambientale. Proclamato anche come primo festival a emissione zero, grazie ai prodotti in esso impiegati e realizzati con materiali riciclati ed ecosostenibili, quest’anno l’evento si inserisce anche nel progetto più ampio delle “Città Visibili”, contenitore promosso dalla Fondazione Torino Smart City per collegare molteplici manifestazioni ed esperienze che prendono vita nel territorio torinese dal 23 maggio al 5 giugno. Attraverso quest’iniziativa dal carattere più ampio e radicato nella realtà urbana piemontese, la città vuole partecipare al programma indetto dall’UE “Europa 2020”, insieme ad altre città europee interessate a ridisegnare il proprio tessuto urbano e sociale all’insegna dell’ecosostenibilità creativa ed intelligente.

Per Torino CinemAmbiente diventa uno punti di forza dell’intera strategia dal respiro europeo, proponendo per l’occasione un intero filone cinematografico, cresciuto negli anni di pari passo con il festival. Non a caso il tutto si concluderà il 5 giugno, termine ufficiale delle “Città visibili” e Giornata mondiale dell’Ambiente, durante la quale sarà proiettato l’ultimo film di Perrin e Cluzaud La vita negli oceani contemporaneamente in ben trentaquattro città italiane.

Un’intera sezione del festival sarà invece dedicata al pubblico più giovane, di ragazzi e bambini: Ecokids – film per l’educazione ambientale, realizzato con il sostegno del Ministero dell’Ambiente. Circa 5.000 studenti di ogni scuola torinese saranno coinvolti con proiezioni riservate e volte a sensibilizzare questo target giovanile verso attraverso un linguaggio divertente e veloce. L’anteprima nazionale di Lorax di Chris Renaud e Kyle Balda, proiettato in 3D, aprirà l’evento seguito, tra gli altri, da due film per le scuole elementari: Happy Feet 2, sui cambiamenti climatici, e Rango, doppiato dalla voce originale di Johnny Depp. Il problema dell’estinzione delle balene è riservato invece alle scuole medie, con la proiezione di Qualcosa di straordinario, mentre le scuole superiori rifletteranno sul tema dell’energia sostenibile con Into Eternity.

Tra gli eventi collaterali, rilevante è Ecoletture, tavole rotonde su argomenti specifici e di settore che avranno luogo al Blah Blah di via Po tutti i giorni alle 18. L’attività di promozione è inoltre supportata da attività come CinemAmbiente Tour, che si propone di distribuire a livello nazionale i film presentati nel festival, e CinemAmbiente Tv – Film per l’educazione ambientale, originale iniziativa che permette ai docenti di proiettare nelle aule dei licei centinaia di film selezionati attraverso il sito internet dedicato. Infine nelle strade attorno il centro propulsore del festival è allestita FierAmbiente, manifestazione riproposta anche quest’anno con l’ausilio di commercianti che portano a conoscenza i loro prodotti sostenibili.

Supportato da una miriade di attività intorno, CinemAmbiente diventa a livello nazionale testimonianza di come, in un momento di crisi quale quello attuale, sia possibile pensare a stili di vita ecologici, salutari e innovativi, traendo esempio dall’esperienza proposta da tutti coloro che collaborano ad iniziative culturali. Un esempio di come i tagli non spaventano la cultura, dalla quale si può sempre trarre nuova linfa per costruire le città del futuro in totale rispetto dell’ambiente e della società.

Valentina Milite

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12 giugno 2012

TORINO SMART CITY

La città di Torino ridisegna i propri confini culturali e sociali sullo sfondo di un programma che interesserà o ha già interessato altre città europee: Europa 2020.

L’iniziativa punta a rilanciare l’economia dell’UE, per far fronte alla crisi attraverso cinque ambiziosi obiettivi da raggiungere entro il 2020: occupazione, innovazione, istruzione, integrazione sociale e clima/energia. Ogni Stato membro adotterà, per ciascuno di questi settori, opportune strategie a livello nazionale e urbano, secondo azioni concrete di crescita intelligente, crescita sostenibile e crescita inclusiva. La sostenibilità diventa così il centro dello studio e delle ricerche di molti architetti, urbanisti, ingegneri, intellettuali ed artisti che agiscono con il loro talento per la creazione di città creative, città che intendono cioè riqualificarsi con intelligenza ed inventiva, aprendosi alle innovazioni solidali ed ecologiche. Smart Cities diventa così l’accezione comune per tutte quelle città che si impegnano a gestire le alte tecnologie dei propri impianti industriali e delle relative reti energetiche, riducendo e limitando l’emissione di gas nocivi per migliorare in generale la qualità di vita dei propri abitanti.

Tra le quindici “città intelligenti” d’Italia interessate al progetto, Torino si candida ad Europa 2020 dotandosi di uno strumento specifico, la Fondazione Torino Smart City per coordinare in modo equilibrato gli apporti di istituzioni, fondazioni, università, imprese nazionali e locali, associazioni, distribuendone omogeneamente le varie azioni.

Innovazione, ambiente e qualità della vita prendono forma nel festival “Le città visibili”, che promuove gli studi e le ricerche sui temi della sostenibilità per orientare le politiche di trasformazione urbana – già oggetto di dibattito di politici, accademici e associazioni – verso un dibattito pubblico con la società civile. L’intento del festival è proprio quello di mettere insieme tutte le realtà smart già presenti sul territorio piemontese e di raccoglierne stimoli e suggestioni per costruire la nuova immagine della Torino del futuro – come prospetta il documentario Torino Smart City – La città del futuro, curato da Tekla TV e presentato in anteprima nell’ambito di Energethica, VII edizione del Salone dell’energia sostenibile e delle fonti rinnovabili, quest’anno inserita nella sezione “Le città e gli scambi” del Torino Smart Festival.

Il primo festival sulla città intelligente si svolge nei punti salienti della cultura torinese dal 23 maggio al 5 giugno con convegni, fiere, arte, musica e spettacoli inerenti ad aspetti quali tecnologia, urbanistica, stili di vita, ambiente, cinema, impresa, economia, industria, green economy. Il programma di due settimane si articola in eventi organizzati in sei grandi “cornici calviniane”, riuniti quindi per affinità e tematiche sulla scia delle cornici che formano la struttura del romanzo di Italo Calvino, Le città invisibili, del 1972.

I sei panel di riferimento sono: le Città Sottili, in relazione alla innovazione come ricerca tecnologica e scientifica; le Città e gli Scambi, che ha come protagonista il mondo delle piccole imprese della green economy; le Città Continue, con riflessioni tra la città e il verde pubblico, i parchi e l’agricoltura; le Città e i Segni, per un’arte a sostegno della natura; le Città e il Desiderio, legati alla trasformazione del sistema urbano da parte delle istituzioni; le Città e gli Occhi e le Città e la Memoria, che riunisce gli eventi off di tutti quei cittadini promotori e fruitori del cambiamento urbano partecipato. Ognuna di queste città-ambiti è ancora invisibile a molti, pur avendo al loro interno pulsioni creative sotterranee; l’obiettivo è allora quello di sfruttare le intelligenze e sperimentare la creatività per diventare finalmente città vivibili e visibili in tutti i suoi aspetti.

Valentina Milite

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17 marzo 2012

CIOCCOLATO’ A TORINO: UNA TRA LE FIERE PIU’ DOLCI!

Si è conclusa l’11 marzo la nona edizione del Cioccolatò, manifestazione torinese interamente dedicata al cioccolato, alla sua produzione e alla sua storia. Godendo, tra gli altri, del patrocinio della Città e della Provincia di Torino, della Regione Piemonte e della Camera di Commercio, oltre che delle principali associazioni di categoria, quali Confesercenti e Confartigianato, le migliori aziende del settore hanno animato il grande emporio del cioccolato dal 2 all’11 marzo, dalle 10 alle 19 in Piazza Vittorio Veneto, interamente adibita ad accogliere i numerosi turisti, accorsi da ogni dove rispettando l’invito proposto dal claim di questa edizione: “O ci vai, o ci sei”. Prime fra tutte, oltre degustazioni e mostre, le esibizioni live della sezione Cooking Show, volte alla produzione in diretta del cioccolato da parte di rinomati chef, come dimostra la presenza del Mêtre Chocolatier Silvio Bessone che ha realizzato sotto gli occhi dei molti golosi i famosi gianduiotti. Notevoli anche le attività didattiche che hanno fatto divertire ragazzi e bambini con giochi e laboratori , dove hanno preparato biscotti al cioccolato o piccoli capolavori di pittura. Per chi non è riuscito a fare a meno della dolce tentazione del cioccolato, pur volendo restare in forma, sono stati allestiti dei centri benessere, dedicati a pause relax ma anche ad attività dinamiche. Incredibile ma vero, la Spalm Beach ha visto infatti i trainer della Virgin Active istruire il pubblico all’insegna della musica, mentre gli estetisti del Cocoon Center hanno offerto esclusivi trattamenti di bellezza per il corpo dall’inconfondibile sapore di cioccolato. Questi ed altri i partner coinvolti, che hanno così preso attivamente parte alla manifestazione attraverso eventi appositi, coinvolgendo il pubblico con concorsi a premi in cioccolato o legati alla tecnologia o semplicemente con buoni acquisti da consumare presso le rispettive attività. L’arco della kermesse ha inoltre inglobato la festa della donna, che al Cioccolatò è durata ben due giorni, omaggiando tutte le donne e in particolare la variante femminile legata alla produzione e comunicazione del pianeta cioccolato attraverso una vera e propria comunicazione cross-mediale. Continua a leggere →

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